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Monte Nevoso

-> Adatto a: camminatori con allenamento medio
-> Perchè andarci: per osservare il Quarnero da Nord
-> Tempo di percorrenza: 2 ore in salita e 1 ora e mezza in discesa
-> Dislivelli in salita: 650 m
-> Sentiero: da Sviscaki si percorre una mulattiera ben segnalata
-> Cartografia: non ne ho ancora trovata una decente
***
-> Periodo migliore: tutto l'anno (facilmente percorribile anche con la neve)
-> Dove dormire: Illistra Bistrica o Sviscaki
-> Dove mangiare prima, durante e dopo:

Come arrivare alla partenza: da Trieste prendere la strada per Ilirska Bistrica in direzione Fiume (Rijeka). Una volta giunti a Ilirska Bistrica (Villa del Nevoso) svoltare a sinistra in direzione Sviscaki. La strada sale i rilievi antistanti il monte Nevoso e ad un certo punto diventa sterrata.Si procede per circa 8 Km fino a ragiungere il centro di Sviscaki dove si trova la mulattiera che porta alla cima del Monte Nevoso.

Monte Nevoso dal sentiero che parte da Sviscaki


il nostro percorso

Dal rifugio di Sviscaki, posto ai bordi di un'ampia dolina prativa, si inizia a salire per un sentiero che s'inoltra nel fitto bosco di abeti e faggi, e che risale con moderata pendenza il boscoso dosso del Lom (m 1482). Dopo circa un'ora e un quarto di cammino si esce dal bosco e si perviene ad una larga sella. Da questo punto è ben visibile il caratteristico cupolone terminale del Nevoso.

Si prosegue su terreno aperto, tra mughi e ginepri, raggiungendo due piccoli circhi glaciali tra il Piccolo Nevoso (Mali Sneznik) e la cima principale. Superando prati e roccette, lungo il breve crinale, si raggiunge il rifugio "Koca na Snezniku", pochi metri sotto la vetta.
ore 2.15 da Sviscaki

Organizzandosi con due automobili si può scendere a Masun. Dapprima, per un breve tratto, lungo il sentiero di salita, poi lungo la cresta est del Mali Sneznik (Piccolo Nevoso) lungo il sentiero europeo n. 6 (dal Mar Baltico all'Adriatico). Raggiunta la cima del Piccolo Nevoso si inizia la discesa lungo i versanti settentrionali del gruppo.

Passando vicino alla grande dolina chiamata Pekel (Inferno), profonda quasi 80 metri, si prosegue - a tratti su carrareccia - per sentiero fino a raggiungere, a quota 1109 la strada che collega Masun a Sviscaki. Abbandonando la rotabile si continua per sentiero mantenendosi costantemente alla stessa altitudine, si costeggia il versante nord del Monte Javor e si scende nuovamente verso la rotabile, giungendo dopo circa 2 km alla località di Masun con la sua caratteristica locanda.
ore 3.30 dalla cima.

guardandosi intorno

La vetta bianca dello Sneznik è la prima cima ad innevarsi, contrasatando le altre alture circostanti. Il Nevoso, con i suoi 1796 metri è la vetta più alta del territorio alle spalle di Trieste. Dalla sua cima, che domina isolata su un vasto orizzonte, si gode un panorama estesissimo: verso sud il Quarnero con le sue isole, a nord le Alpi, tutt'intorno un mare sterminato di boschi.



Il gruppo si eleva sul margine nord-orientale del vasto altopiano della Piuca, che da S.Pietro del Carso e Postumia si estende verso sud-est tra la valle del Timavo e quella del Circonio. Le due vette maggiori sono appunto il Veliki Sneznik (Nevoso) a sud e lo Javornik (Pomario) a nord.

La quota, l'isolamento e la lontananza dai due golfi di Trieste e del Quarnero sono fattori che determinano abbondanti precipitazioni nevose, con permanenza della neve fino a primavera inoltrata. Tale caratteristica ha reso famosa questa cima fin dai tempi antichi, infatti già i Romani lo avevano battezzato Albio.

Rifugio sotto la vetta del Monte Nevoso Faggetta ghiacciata - Galaverna mattutina Parafulmine di vetta ghiacciato

La zona attorno costituisce, per ricchezza e varietà della vegetazione un'importante riserva naturale botanica.
Qui si trovano infatti molte specie floristiche che si incontrano sia sulle Alpi che nei Balcani. Attorno alla vetta, in particolare, si trovano specie relitto di ere geologiche passate. Questa zona corrisponde al Regijski Park Sneznik (Parco Regionale dello Sneznik) e corrisponde al primo nucleo del Parco Regionale che tutela le circa 300 specie floristiche dello Sneznik.

Tra le molte specie tipiche dell'ambiente illirico e dinarico sono da ricordare la Trinia Carniolica, la Scabiosa silenifolia e il Cerastium dinaricum. Riveste una notevole importanza forestale anche la mugheta che ricopre le propaggini sotto la cima del Nevoso.

La conformazione del territorio è tipicamente carsica, molto mossa, con moltissime doline, grotte, baratri e campi solcati. In tutta l'area, quindi, non esistono corsi d'acqua superficiali.
In quest'ambiente ancora integro e selvaggio vivono orsi, cervi, cinghiali, qualche lince e tanti altri animali selvatici.

le foto di quel giorno

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-> Data 27 marzo 2005
-> Condizioni meteo: sole e ottima visibilità
-> Partecipanti: Sandro, Andrea Giometra, Stefania, Francesca, Martina, Martino, Marcone, Mattia, Paola, Andrea

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