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Dorsale del Colovrat
-> Adatto a: gita di mezza giornata autunnale o invernale-> Perchè andarci: si può ammirare il golfo di Trieste e piccoli borghi rurali di altri tempi
-> Dislivelli in salita: 462 m
-> Sentiero: CAI 746 da Drenchia superiore a bivacco Zanuso (1065 m s.l.m.) e ritorno
-> Tempo di percorrenza: ore 3 (1.45 ore per la salita e 1.15 ore per la discesa)
-> Cartografia: Ed. Tabacco - Alpi Giulie 041
-> Periodo migliore: da ottobre a marzo
-> Dove dormire:
-> Dove mangiare prima, durante e dopo:
Come arrivare alla partenza: da Cividale proseguire in direzione Vernasso. In località Ponte San Quirino svoltare a destra per risalire la valle del torrente Cosizza verso Clodig dove si imbocca sulla destra la strada panoramica di Cras fino a raggiungere il borgo di Dreanchia superiore dove si trova l'inizio del sentiero.
Salendo l'ultimo tratto di cresta si esce definitivamente dal bosco fino ad incontrare la strada sterrata che corre lungo tutta la dorsale del Colovrat. A Nord si vede in primo piano il Monte Kuk e sullo sfondo la cima del Monte Matajur e delle cime del roccioso Canin e a Est si erge imponente il gruppo del Monte Krn (Monte Nero).

Per raggiungere la vicina cima del Monte Nagnoj a quota 1192 m s.l.m. si taglia per i prati muvendosi a vista tra l'erba o la neve raggiungendo in circa 5 minuti il punto più alto, da dove si apre già un esteso panorama verso il gruppo del monte Nero e la valle dell’Isonzo. Si può ammirare il corso del fiume Soka (Isonzo) che scorre vicino al paese di Caporetto e allo stesso tempo si scorge in lontanza il riflesso dell'acqua marina presso la foce dello stesso Isonzo.
Il monte, disseminato da linee di trincee che la prima neve evidenzia maggiormente, rappresenta la elevazione più orientale della lunga dorsale del Colovrat. Si prosegue lungo la strada militare verso il bivacco Zanuso, costruito im memoria dell’alpino Giuseppe Zanuso, che a seguito di una tremenda tempesta di neve morì tra la notte del 4 e 5 gennaio 1929.
Notevoli anche gli interventi umani che caratterizzano la mulattiere ed i metodi di coltivazione in un ambiente
particolarmente difficile dal punto di vista orografico. Di interesse i residui di opere di trasporto a valle del fieno tramite appositi cavi a
sbalzo.
Di un certo interesse sono alcune abitazioni che conservano le caratteristiche edilizie tipiche delle Valli del Natisone a Peternel,
Obenetto, Lase, Clabuzzaro e Crai. I tre borghi rurali di Cras, Oznebrida e Trusgne, molto simili fra loro e collocati alla sommità
del crinale, esibiscono i Kaste, piccoli fienili risalenti al XV secolo, realizzati con basamenti in pietra e piano rialzato in legno,
coperti da tetto a due spioventi caratterizzato da una forte inclinazione delle falde. Sono state per la maggior parte oggetto di restauro
dopo il sisma del 1976.
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-> Data 07 gennaio 2006
-> Condizioni meteo: nuvoloso con tratti di sole e ottima visibilità. 0°C
-> Partecipanti: Gino, Sandro, Andrea
